DANNI DEL MALTEMPO: impianti sciistici compromessi

Si lavora senza sosta per rimettere in sesto il fondo delle piste ma anche per ritarare tutti gli impianti, asciugare e sostituire le parti elettriche danneggiate dalla tempesta della scorsa settimana. Fra lo spostamento di un tronco e il «ripascimento» delle piste, ci si attacca al telefono per sapere quando arriveranno i «super generatori» che sono il vero snodo per uscire dall’emergenza. Servono centinaia di migliaia di megawatt non solo per mettere in funzione le seggiovie quanto, soprattutto, per azionare i cannoni sparaneve nelle prossime settimane, sperando in un abbassamento considerevole delle temperature. Dopo il grido d’allarme lanciato proprio dai gestori degli impianti e confermato anche dalla Regione, nei giorni di massima emergenza, ora arriva il cambio di rotta, ovvero l’assicurazione che la stagione invernale non è a rischio.

Sul fronte delle piste gli escavatori sono già al lavoro, nel giro di 15 giorni saranno a posto. Sull’approvvigionamento di energia elettrica una soluzione la si sta cercando. Questo il vero problema che potrebbe far slittare l'apertura di alcuni impianti a natale. L’elettricità manca sul passo Giau e sul Falzarego, ad Alleghe e sul Civetta, a Malga Ciapela, Rocca Pietore e Croce d’Aune, l’Alpe del Nevegal resterà senza energia per 10-15 giorni, ad Arabba la rete elettrica è stata ripristinata ma non è ancora sufficiente per garantire il funzionamento degli impianti. Risparmiato il Trentino, Alto Adige e il Tonale, a tremila metri, si scia già. In Friuli, gli impianti più danneggiati sono quelli di Forni di Sopra e Sauris. Danni diffusi anche a Sappada e sullo Zoncolan.

Fonte: corrieredelveneto.corriere.it  Gallery: funivie.org

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